Consulenza di marketing – Decalogo per un uso consapevole.

Lo leggi in solo 4 minuti
consulenza-marketing

Con l’aumentare della notorietà del mio marchio e del numero di persone interessate a sviluppare un progetto efficace di lead generation, comincia ad essere importante definire quali sono le aspettative e i comportamenti che contribuiscono al successo di una collaborazione.

Partiamo da due piccole considerazioni che possono sembrare scontate:

  • Se i consulenti sapessero fare le magie, farebbero i maghi, non i consulenti. 
  • Se fossero in grado di vedere il futuro, invece, probabilmente lavorerebbero in borsa.

Questo per dire che – purtroppo – l’esperienza e la conoscenza della materia non ci dona capacità sovrannaturali (almeno, con me non è successo).

Per portare avanti i nostri stessi progetti personali testiamo, proviamo, bruciamo soldi per capire cosa non va e, solo quando la nostra idea di base è stata buona, riusciamo a far quadrare i conti nel lungo periodo, creando business.

Non moltiplichiamo pesci e neanche trasformiamo l’acqua in vino ma, semplicemente, maturando esperienza riusciamo a vedere “prima” alcune cose e sviluppiamo metodi e processi che ci consentono o di arrivare al traguardo o di capire quando è il caso di interrompere la corsa perché il gioco non vale la candela.

Quando affrontiamo progetti di consulenza è importantissimo avere il prima possibile una visione chiara del mercato, dei suoi player e delle caratteristiche dei potenziali clienti. Sono dati che si possono acquisire anche da zero, ma serve un po’ di tempo e pazienza.

Prendiamo decisioni in funzione delle informazioni che abbiamo a disposizione e di conseguenza un dialogo il più possibile trasparente consente quasi sempre di raggiungere più velocemente (e quindi con minori costi) i risultati attesi.


Per aiutare i miei futuri clienti ho così scritto il mio piccolo decalogo di 10 cose da fare per aumentare le probabilità di successo.

Consulenza di Marketing
Istruzioni per l’uso

1. Devi essere sincero.

Se nel tuo armadio ci sono scheletri, devi dirlo prima, così che si possa capire se la comunicazione è gestibile. Se si conoscono i problemi si può pensare ad azioni volte a ridurne l’effetto, se non si conoscono si perde tempo.
E tu perdi soldi.

 

2. Devi dire tutto quello che sai.

Se le persone arrivano alla tua isoletta con una barca a remi, è inutile che scegliamo di fare pubblicità per i voli. Io posso arrivare a capirlo, ma in genere serve del tempo che può essere risparmiato. Definire le personas, quando non c’è un portfolio clienti, è un lavoro da fare con chi conosce il mercato.

Per dirla nel modo più chiaro possibile, il tuo consulente di marketing deve essere un tuo venditore (e conoscere i tuoi punti di forza e di debolezza), non un cliente a cui vendere il tuo prodotto omettendo informazioni.

 

3. Devi essere responsabile.

Le spalle su cui ricade il successo o l’insuccesso del progetto sono le tue, altrimenti quello che ti serve è un socio. Se invece vuoi lavorare a performance devi essere disposto a pagare – per uno stesso risultato – molto di più. 

Perché? Semplicemente perché la disponibilità ad assumersi un rischio d’impresa in un ambiente multi-variabile dove non dipende tutto dalla comunicazione è una caratteristica che viene ben retribuita.

Essere responsabile significa NON pensare di pagare il consulente con le vendite generate dal progetto. Sì, immagino che sembrerà strano, ma capita più spesso di quanto non si creda.

 

4. Devi essere onesto (se vuoi lavorare con me).

Una campagna ben fatta NON convertirà mai come qualcosa costruito ad arte su elementi falsi, esagerati o peggio inventati. Se dici che la tal velina utilizza il tuo prodotto e lo metti vicino alla sua figura con un fotoritocco decente, la maggior parte delle persone ci crederà.

Se fai una pagina con la grafica del corriere della sera che parla di un elisir miracoloso venderai più che con una LP, perché la maggior parte delle persone crederà che è un articolo autorevole a parlare.

Questo non significa però che una comunicazione ai limiti della truffa sia un modo corretto e conveniente per relazionarsi con il proprio pubblico.

Sicuramente, nel breve, paga. 

 

5. Devi accettare di non essere il più furbo.

Non vuoi pagare un fisso perché è rischioso? Vuoi pagare a performance, ma SOLO per validare la strategia per poi subito spostarti verso qualcosa che ti fa ottenere gli stessi clienti ad un costo inferiore? Sveglia, chi fa marketing da più di cinque minuti queste cose le sa.

Mentre gli Hotel pensavano se commissionare un sito web a 2000 o 3000 Euro è arrivato Booking che si è preso il mercato. Ora gli stessi hotel spendono 15k l’anno in provvigioni per Booking. Un consulente di Marketing NON potrà mai avviare una strategia nel breve periodo che ti consentirà di spostare questo investimento in una fonte di acquisizione clienti più economica. Può però aiutarti a diventare indipendente da Booking a patto che tu non sia più la persona che pensava che 2k euro fossero sufficienti.

 

6. Devi sapere dove sei, se devo venirti a prendere.

Chi inizia ORA non ha la stessa facilità di chi ha già clienti perché con il tempo si sviluppa conoscenza del mercato. Per vendere dobbiamo intercettare i tuoi potenziali clienti e per farlo è necessario conoscere i percorsi di acquisto (verificando che qualcuno di questi passi dal media che stiamo presidiando).

 

7. Se parti da zero, devi darti tempo.

È sopratutto il tempo che ti consente di avere una visione del mercato, non aver studiato marketing. Quello aiuta a capire, ma servono dati che devono essere raccolti, a tue spese.

 

8. Non devi mai comprare il successo.

Attento a chi te lo vende, quello che puoi acquistare è un modo veloce per testare la tua idea di business e verificare che possa funzionare. Se apri un negozio fisico e paghi tutti non è detto che funzioni. Nel web è lo stesso.

 

9. Nel web non sei un conquistatore.

Siamo nel 2017, non nel 2007 e non nel 1997. Non sei un pioniere del web, non girerai mai l’angolo trovando sotto un sasso nella foresta uno scrigno del tesoro. La foresta è stata abbattuta più di dieci anni fa e ora al posto degli alberi ci sono palazzi di 9 piani…

…ma c’è ancora chi vende le mappe del tesoro visto che c’è ancora chi le compra.

Vuoi dirmi cosa ne pensi?
Hai qualche domanda per me?
Utilizza il box commenti qui sotto!

Ti piace questo blog?
Consiglialo anche tu ai tuoi contatti!

Per me è molto importante!

Consigli per il prossimo post?
Chiedi al mio assistente!