Ieri sera ho fatto una cosa che non ti consiglio: ho contato tutte le sottoscrizioni a strumenti digitali che ho attivato nell’ultimo anno. Tool di scrittura, di pianificazione, di analisi, tre o quattro intelligenze artificiali, un paio di app per appunti, persino un sistema per organizzare gli altri sistemi.
La scoperta scomoda non è stata il costo. È stato rendermi conto che la maggior parte di questi strumenti li ho aperti, configurati con una cura quasi maniacale, usati per una settimana e poi abbandonati. Eppure, nel momento esatto in cui inserivo la carta di credito, mi sentivo immensamente produttivo. Come se stessi finalmente facendo sul serio.
Te lo confesso perché questa stessa dinamica la vedo ogni giorno nei miei clienti. C’è sempre il tool nuovo, la piattaforma che risolve tutto, l’automazione che “stavolta ci cambia la vita”. Passano settimane a guardare tutorial, a fare riunioni di configurazione, a prepararsi per la partenza. Nel frattempo, non pubblicano nulla. Il sito è sempre “quasi pronto”. La landing page è perennemente “in fase di definizione”.
Costruire autostrade per non guidare mai
Chiamo questa trappola procrastinazione infrastrutturale: l’arte di costruire un’autostrada perfetta per non dover mai guidare la macchina.
È un’attività che ci fa sentire impegnati e professionali, ma che in realtà serve solo a rimandare il momento della verità. Il momento in cui dobbiamo esporci con un’idea, pubblicare un contenuto, lanciare un prodotto. Il momento in cui diventiamo vulnerabili al giudizio.
L’infrastruttura diventa l’alibi perfetto per non abitare mai la casa che abbiamo costruito. Più strumenti accumuliamo, più ci sentiamo paradossalmente in ritardo, perché la soluzione sembra sempre a un’app di distanza, mai nel lavoro che stiamo rimandando.
L’istinto di lisciarsi le piume
L’etologia, lo studio del comportamento animale, ha un concetto che spiega bene questo meccanismo: l’attività di spostamento.
Quando un animale è in conflitto tra due istinti, per esempio attaccare o fuggire, ne compie un terzo, del tutto irrilevante per la situazione. Si liscia le piume, si gratta, pulisce un sasso. Non risolve il conflitto, ma scarica la tensione accumulata.
Noi facciamo la stessa cosa. Combattuti tra il desiderio di esporci con un’idea e la paura che quell’idea non sia abbastanza, ci rifugiamo in un’attività collaterale sicura e dall’aria professionale: configurare strumenti, ottimizzare processi, perfezionare il setup.
La differenza tra movimento e azione
Abbiamo confuso il movimento con l’azione.
Ottimizzare il setup è movimento: ci fa sentire impegnati, ci tiene occupati e ci tiene al riparo dal fallimento e dal giudizio. È un’attività a basso rischio che produce una sensazione di progresso.
Scrivere la cosa difficile, pubblicare quel pensiero, creare quella landing page, è azione: ci rende vulnerabili, ci espone al mondo e ci costringe a confrontarci con il risultato. È un’attività ad alto rischio emotivo, ma è l’unica che produce un vero avanzamento.
La tecnologia ci ha dato un modo elegante e socialmente accettabile per rimandare l’unica cosa che conta davvero: avere qualcosa da dire e il coraggio di dirlo. La soluzione non è uno strumento più potente. È nel lavoro che nessuno strumento potrà mai fare al posto nostro.
Se questa corsa a dotarsi di strumenti è una tensione che senti anche tu, scrivimi.
Takeaways
- Procrastinazione infrastrutturale: l’arte di usare la preparazione e la configurazione di strumenti come alibi per non iniziare mai il vero lavoro
- Attività di spostamento: come gli animali, scarichiamo la tensione del conflitto tra agire e non agire compiendo un’azione irrilevante ma sicura, come ottimizzare un tool
- Movimento non è azione: sentirsi impegnati a configurare sistemi (movimento) è diverso dal produrre e pubblicare contenuti (azione), l’unica attività che porta a risultati
- La soluzione è il coraggio, non la tecnologia: il problema non è la mancanza di strumenti, ma la paura di esporsi. Nessun tool può sostituire il coraggio di dire la propria
Faqs
Come faccio a capire se sto procrastinando con gli strumenti?
Se passi più tempo a configurare e ottimizzare tool che a creare contenuti o prodotti, stai procrastinando. Il segnale più chiaro è quando continui a rimandare il lancio perché “manca ancora qualcosa” nel setup tecnico.
Perché è così difficile smettere di cercare nuovi strumenti?
Cercare e configurare strumenti ci dà una sensazione di progresso senza il rischio emotivo del giudizio. È più facile comprare un nuovo tool che esporsi con un’idea imperfetta.
Come posso iniziare a fare azione invece di movimento?
Inizia con quello che hai già. Pubblica quel contenuto imperfetto, lancia quella landing page “non ancora ottimale”, condividi quell’idea che tieni nel cassetto. L’azione crea momentum, il movimento lo consuma.
Quale è il minimo indispensabile per lanciare una landing page?
Una pagina che comunica chiaramente cosa offri, a chi e perché dovrebbe interessargli. Non servono animazioni, chatbot o funnel complessi per iniziare. Serve coraggio di mostrare il tuo lavoro.