Una landing page è un punto di conversione. Un funnel è il percorso che porta una persona a scegliere. Non sono due prodotti alternativi: la landing può essere il centro di un percorso molto breve oppure uno dei passaggi di un sistema più articolato.
La domanda utile, quindi, non è «devo comprare anche un funnel?». È questa: che cosa deve capire o sperimentare il mio potenziale cliente prima di essere pronto a contattarmi?
Se gli basta trovare una risposta convincente a un bisogno già chiaro, una buona landing e una gestione attenta delle richieste possono essere sufficienti. Se deve orientarsi, fidarsi o capire quale soluzione gli serve, può essere necessario un passaggio in più. Aggiungerlo senza una ragione, invece, può allontanarlo.
Landing page e funnel: la differenza pratica
Come spiego nella guida completa alle landing page, la pagina presenta un’offerta e accompagna verso un’azione: chiedere informazioni, prenotare un confronto, iscriversi o iniziare un’esperienza. Il funnel comprende ciò che accade prima e dopo: da dove arriva la persona, quale promessa ha incontrato, cosa riceve e come prosegue il rapporto.
Può essere semplice: ricerca su Google, annuncio, landing, richiesta, risposta dell’azienda. Oppure prevedere un quiz di orientamento, un contenuto utile, un primo servizio o una sequenza di approfondimenti. Il numero di passaggi non misura la qualità del progetto.
Quando può bastare una landing con richiesta diretta
Un percorso diretto ha senso quando il visitatore riconosce già il problema, comprende il servizio e trova nella pagina le ragioni per scegliere. Anche l’azione proposta deve essere proporzionata: chiedere una disponibilità non richiede lo stesso livello di fiducia di affidare informazioni aziendali riservate.
- Il bisogno è riconoscibile. La persona sa perché sta cercando una soluzione.
- L’offerta è comprensibile. Capisce cosa riceve, per chi è indicato e cosa succederà dopo il contatto.
- Le prove rispondono ai dubbi. Esempi, esperienza e testimonianze sono pertinenti alla sua situazione.
- L’azienda è pronta a rispondere. Esiste qualcuno che prende in carico la richiesta e sa come proseguire.
Non è una garanzia di conversione. È un criterio per evitare di complicare un percorso che potrebbe già funzionare in modo essenziale.
Quando serve un passaggio prima del contatto
Un funnel più articolato diventa interessante quando risolve un ostacolo preciso, non quando permette di aggiungere strumenti al preventivo.
Il cliente non sa quale soluzione gli serve
Un quiz o un percorso guidato può aiutarlo a riconoscere la propria situazione. Deve però restituire qualcosa di utile: un orientamento, una distinzione tra alternative, una spiegazione. Chiedere dieci informazioni per mostrare sempre lo stesso invito alla chiamata non è automaticamente un servizio di maggior valore.
Il cliente comprende l’offerta, ma non si fida ancora
Prima di un incarico impegnativo può essere utile un esempio commentato, una dimostrazione o una prima esperienza del servizio. Questa offerta iniziale, talvolta chiamata frontend, non deve essere per forza gratuita e non coincide necessariamente con un’app. Deve ridurre un’incertezza reale.
Le richieste arrivano, ma sono troppo generiche
Il problema potrebbe essere nella promessa, nel pubblico raggiunto oppure nelle informazioni raccolte. Un passaggio di qualificazione può dare contesto al confronto commerciale, ma più domande comportano anche più impegno per il visitatore. Vanno scelte quelle che cambiano davvero la risposta dell’azienda.
Tre percorsi possibili, senza automatismi
Gli esempi seguenti sono didattici: non descrivono risultati ottenuti da clienti né aumenti di conversione promessi.
| Situazione | Percorso da valutare | Domanda di controllo |
|---|---|---|
| Il cliente cerca un servizio definito e vuole conoscere disponibilità e condizioni. | Annuncio o ricerca → landing → richiesta → risposta. | Che informazione manca per fare il primo passo? |
| Il servizio cambia in base alla situazione del cliente, che non sa orientarsi. | Landing → domande pertinenti → risultato utile → eventuale confronto. | Le risposte cambiano davvero il consiglio ricevuto? |
| Il servizio è impegnativo e il cliente vuole capire come lavorerete. | Landing → dimostrazione o prima esperienza → approfondimento → richiesta. | Il passaggio iniziale riduce un dubbio o rinvia soltanto la vendita? |
Lo stesso servizio può richiedere percorsi diversi per persone diverse. Chi arriva cercando un fornitore non è nella stessa situazione di chi incontra un contenuto mentre scorre i social.
Il funnel continua dopo il modulo
Una richiesta non è ancora un cliente. La persona deve ricevere ciò che le è stato promesso e capire quale sarà il passo successivo. L’azienda deve sapere chi risponde, quali informazioni ha a disposizione e come gestire chi non è ancora pronto.
In questa fase possono servire notifiche, un CRM e sequenze email pertinenti. Non occorre introdurli tutti insieme: prima va chiarito il processo. Automatizzare un passaggio confuso rende più veloce la confusione.
Se il problema è che nessuno richiama i contatti, una landing nuova non risolve da sola la perdita di opportunità. Se, invece, arrivano persone che cercano altro, il primo controllo riguarda promessa, messaggio e provenienza del traffico.
Quiz, applicazioni e AI: strumenti, non la strategia
Un preventivatore può dare una prima risposta fuori orario. Un quiz può distinguere esigenze diverse. Un’applicazione può far provare una parte del servizio. Prima di costruirli dobbiamo sapere quale decisione aiutano a prendere e come verranno gestiti.
Nel nostro lavoro utilizziamo anche strumenti proprietari: Infinity Quizzes per progettare percorsi interattivi e Infinity Copy a supporto dell’analisi e della scrittura. Servono a tradurre le scelte in strumenti e contenuti, con il controllo del team. Non rendono corrette, da sole, le decisioni iniziali.
A volte conviene integrare un sistema già usato dall’azienda. Altre volte basta cambiare una domanda o chiarire l’offerta. Costruire software non è il punto d’arrivo obbligatorio.
Cosa chiarire prima di chiedere un preventivo
- Quale offerta vogliamo promuovere e a chi?
- Qual è il dubbio più frequente prima dell’acquisto?
- Quali prove possiamo mostrare senza esagerare?
- Quale azione chiediamo al visitatore e che cosa riceve in cambio?
- Chi segue la richiesta e che cosa succede dopo?
- Quale parte del processo esiste già e funziona?
Queste risposte aiutano anche a confrontare i costi di una landing page: una pagina costruita su scelte già definite e un progetto che deve mettere a fuoco offerta e percorso non sono lo stesso incarico.
Come affrontiamo questa scelta in Landing Page Efficace
Landing Page Efficace è il brand di FuturaImmagine, l’agenzia guidata da Luca Orlandini. La landing rimane il centro del lavoro, ma la sua progettazione parte dall’analisi dell’offerta, del pubblico e delle alternative che il cliente sta valutando.
Quando serve, il progetto può estendersi a quiz, offerte iniziali, contenuti, automazioni e strumenti per il marketing. Le campagne Google Ads e Meta Ads sono gestite tramite partner. Attività, responsabilità, licenze e gestione continuativa vengono definite nell’incarico: non sono automaticamente comprese in ogni landing.
Nel racconto del metodo FuturaImmagine per la lead generation delle PMI trovi come passiamo dall’analisi alle decisioni, ai testi e agli strumenti del progetto.
Il percorso giusto è quello essenziale per aiutare il cliente a scegliere. Se vuoi capire quale ha senso per la tua azienda, raccontaci il progetto. Non devi arrivare con il funnel già disegnato: dobbiamo prima capire quale problema risolvere.