Per un periodo Yahoo ha utilizzato il motore di ricerca di Google. Eppure, agli occhi degli utenti, sembrava più lento. Il caso racconta bene cosa sia la velocità percepita: una sensazione che non dipende solo dai tempi tecnici di caricamento, ma da come una pagina è costruita.
Un motore, due velocità percepite
Anni fa, su un autobus di San Francisco, la designer Erika Hall sentì due autisti parlare di ricerche online. Uno spiegava all’altro di usare Google perché trovava tutto all’istante. Quando gli fu chiesto di Yahoo, rispose che era molto più lento.
Hall sapeva che le cose non stavano così. Yahoo era un suo cliente e in quel periodo usava in licenza proprio il motore di ricerca di Google. I due siti erano veloci allo stesso modo.

Perché la velocità percepita è soggettiva
La differenza la faceva la pagina dei risultati. Su Yahoo, i link comparivano sotto un’intestazione diversa, dentro un’impaginazione più vivace e colorata. Questo bastava a farli sembrare più lenti, un’impressione poi confermata dai test di usabilità.
Nel libro Conversational Design, Hall spiega che l’esperienza della velocità è del tutto soggettiva. Google, scrive, non lascia che l’utente si dimentichi della sua rapidità: nella pagina dei risultati indica quanti ne ha trovati e in quante frazioni di secondo. Quasi nessuno consulta le pagine successive alla prima, ma vedere un numero così alto di risultati ottenuti in così poco tempo dà una forte sensazione di velocità.
Dal motore di ricerca alla tua landing page
Lo stesso principio si applica a una landing page. Puoi limare i tempi di caricamento tecnico quanto vuoi, ma se il visitatore deve farsi strada tra colori, riquadri e scritte prima di trovare quello che cerca, avrà comunque l’impressione di aspettare.
Sulla tua landing page, quanti secondi servono a un visitatore nuovo per capire cosa offri?

Takeaways
- La velocità tecnica di due siti può essere identica, ma la percezione dell’utente diversa
- Il design di una pagina, con i suoi colori e la sua impaginazione, influenza l’esperienza soggettiva della velocità
- Comunicare esplicitamente la propria rapidità, come fa Google, può rafforzare la sensazione di efficienza
- La velocità percepita di una landing page può restare bassa anche se si carica in pochi istanti, se il visitatore impiega troppo tempo a orientarsi e a trovare le informazioni che cerca
Faqs
Cos’è la velocità percepita di un sito o di una landing page?
È l’esperienza soggettiva di rapidità che un utente ha di una pagina, indipendente dai tempi tecnici di caricamento. Erika Hall, in Conversational Design, la definisce del tutto soggettiva: due siti con la stessa velocità tecnica possono essere percepiti in modo diverso in base al design.
Perché Yahoo sembrava più lento di Google anche usando lo stesso motore di ricerca?
Perché la pagina dei risultati di Yahoo presentava un’impaginazione più vivace e colorata, con i link sotto un’intestazione diversa rispetto a Google. Questo bastava a far percepire Yahoo come più lento, un’impressione poi confermata dai test di usabilità, anche se i due siti erano veloci allo stesso modo.
Come fa Google a sembrare veloce agli occhi degli utenti?
Google non lascia che l’utente si dimentichi della sua rapidità: nella pagina dei risultati indica quanti risultati ha trovato e in quante frazioni di secondo. Quasi nessuno consulta le pagine successive alla prima, ma vedere un numero così alto di risultati ottenuti in così poco tempo dà una forte sensazione di velocità.
Una landing page veloce da caricare può comunque sembrare lenta?
Sì, se il visitatore deve farsi strada tra colori, riquadri e scritte prima di trovare quello che cerca, avrà comunque l’impressione di aspettare, anche con tempi di caricamento tecnico ridotti al minimo.