Quante volte hai preso una decisione di pancia per la tua azienda? Hai lanciato un prodotto, scelto un collaboratore o approvato una campagna marketing basandoti su una sensazione, su quell’istinto imprenditoriale che ti diceva “questa è la strada giusta”.
Ci fidiamo ciecamente dell’istinto, come se fosse una guida infallibile. Ma se ti dicessi che a volte quella stessa voce interiore ti sta portando dritto verso un errore?
Mi sono imbattuto in un video di Simone Dassereto su Instagram che articola questo concetto in modo lucido. Sostiene che non tutto l’istinto è da ascoltare, perché ne esistono due tipi: uno che ci salva e uno che ci distrugge.
Intuizione e autosabotaggio nell’istinto imprenditoriale
Secondo Dassereto, l’errore è pensare che l’istinto sia sempre una forza positiva. Lui lo divide in due anime distinte.
La prima è l’intuizione, l’istinto positivo. È quella voce interiore che ti suggerisce la direzione giusta da prendere, le persone di cui circondarti, la cosa giusta da fare. La sua caratteristica principale è che si manifesta come una sensazione di apertura, di espansione, di ampio respiro. È un movimento che va verso l’esterno.
La seconda è l’autosabotaggio, il lato oscuro dell’istinto. Questo non è una guida, ma un riflesso di vecchi schemi di pensiero, paure e condizionamenti che abbiamo interiorizzato. Spesso lo confondiamo con la saggezza o con una prudenza sensata, ma in realtà è solo la nostra stessa paura che ci costruisce una trappola. La sensazione che provoca è l’opposto dell’intuizione: è una contrazione, una chiusura, uno spasmo interno.
Il criterio che propone Dassereto per distinguerli è proprio questo: il movimento della sensazione. L’intuizione espande. L’autosabotaggio contrae.
L’esperienza come terzo criterio dell’istinto imprenditoriale
La distinzione di Dassereto è utile, ma per chi fa impresa aggiungerei un terzo criterio: l’istinto imprenditoriale è affidabile solo dove hai accumulato esperienza reale.
Lo psicologo Gary Klein, che ha studiato le decisioni dei vigili del fuoco, lo spiega bene: l’intuizione funziona solo in ambienti regolari, dove hai visto centinaia di situazioni simili e hai ricevuto feedback rapidi sui tuoi errori.
Ecco perché il tuo istinto sul tuo prodotto e sui tuoi clienti spesso è oro. Lo alleni da anni, ogni giorno, con riscontri continui.
Ma il tuo istinto sul marketing? Se non hai lanciato centinaia di campagne, quella sensazione che ti fa dire “questa creatività funzionerà” non è intuizione. È solo una preferenza personale travestita da certezza.
Dopo oltre 500 progetti, ho imparato a distinguere quando la mia pancia parla per esperienza e quando parla per abitudine. La differenza si vede nei tassi di conversione.
Se ti ritrovi spesso a prendere decisioni di pancia sul marketing della tua azienda e vuoi un parere esterno per capire se stai seguendo un’intuizione geniale o un vecchio schema che ti sabota, scrivimi. A volte basta una chiacchierata per vedere le cose da un’altra prospettiva.
Per approfondire, trovi il contenuto originale qui:
- Simone Dassereto, Reel su Instagram, 12 dicembre 2021
- https://www.instagram.com/reel/DQpRSJEqv/?igsh=Mmh4bjB5M2RuYm91
Takeaways
- L’istinto imprenditoriale non è infallibile, ma si divide in due tipi: l’intuizione positiva e l’autosabotaggio negativo
- L’intuizione si manifesta con espansione, mentre l’autosabotaggio con una sensazione di contrazione e chiusura
- L’esperienza determina l’affidabilità dell’istinto, che funziona solo nei campi in cui hai accumulato feedback costanti
- L’istinto sul prodotto è spesso valido, ma quello sul marketing, senza esperienza specifica, rischia di essere solo una preferenza personale
Faqs
Come distinguere l’intuizione dall’autosabotaggio nell’istinto imprenditoriale?
L’intuizione si manifesta con una sensazione di espansione, apertura e ampio respiro, mentre l’autosabotaggio provoca una contrazione, una chiusura e uno spasmo interno. Il movimento della sensazione è il criterio principale per distinguerli.
Quando l’istinto imprenditoriale è affidabile?
L’istinto è affidabile solo dove hai accumulato esperienza reale e ricevuto feedback rapidi. Funziona in ambienti regolari, dove hai visto centinaia di situazioni simili e hai potuto correggere i tuoi errori.
Perché l’istinto sul marketing può essere ingannevole?
Se non hai lanciato centinaia di campagne, quella che sembra intuizione è spesso solo una preferenza personale travestita da certezza. L’istinto sul marketing richiede esperienza specifica per essere affidabile.
Cos’è l’autosabotaggio nell’istinto imprenditoriale?
L’autosabotaggio è il riflesso di vecchi schemi di pensiero, paure e condizionamenti interiorizzati. Viene spesso confuso con la saggezza o la prudenza, ma in realtà è la paura che costruisce una trappola decisionale.
Come sviluppare un istinto imprenditoriale affidabile?
Accumula esperienza in un campo specifico attraverso centinaia di situazioni simili e feedback rapidi. Solo così l’istinto diventa una guida affidabile, basata su pattern riconoscibili e non su preferenze personali.