Il tuo marketing monumentale è un monumento o un ponte? Qualche giorno fa ho parlato con un’imprenditrice di successo nel network marketing. Una donna carismatica, con uno stile personale forte, che stava per lanciare una nuova pagina web per trovare collaboratori. Il suo pubblico era composto da persone in cerca di un’entrata extra per integrare lo stipendio, persone che cercano sicurezza e concretezza.
In quella conversazione era evidente il cortocircuito. Da una parte la sua immagine esuberante, dall’altra il bisogno di rassicurazione del suo target. La sua idea di pagina web era un riflesso di sé, del suo gusto, della sua personalità, e rischiava di parlare più a lei che alle persone a cui era rivolta.
Il marketing Monumentale, una tendenza senza nome
C’è una tendenza che vedo spesso e che ha un nome che non troverai sui manuali. La chiamo Marketing Monumentale: la tentazione di costruire strumenti che celebrano chi li commissiona, invece di servire chi li userà. Trasformiamo le nostre pagine web in monumenti al nostro gusto personale, e poi ci stupiamo se nessuno si ferma a leggerle.
La psicologia cognitiva descrive un meccanismo che spiega bene questa dinamica: la maledizione della conoscenza. Una volta che sappiamo qualcosa, facciamo fatica a immaginare come sia non saperla. L’imprenditrice sapeva che il suo stile era parte del suo successo, e non riusciva a vedere come potesse essere una barriera per chi ancora non la conosceva, per chi cercava prima di tutto un appiglio, non uno spettacolo.
Un ponte, non un monumento
La domanda da porsi non è “mi piace?”, ma “funziona?”. Non si tratta di cancellare la propria identità, ma di distinguere tra un monumento e un ponte. Un monumento è fatto per essere ammirato, un ponte per essere attraversato. Il tuo marketing è il primo passo di una conversazione con un essere umano, non un museo del tuo brand.
Per sbloccare la situazione con quella cliente, non abbiamo discusso di gusti. Abbiamo separato l’approvazione emotiva da quella strategica. Abbiamo separato le scelte di stile, dove lei ha l’ultima parola, da quelle sulla struttura della pagina, dove decide cosa funziona per chi la legge.
Come proteggere l’investimento dell’imprenditore
Molte web agency, di fronte a un cliente con le idee chiare, si limitano a eseguire. Costruiscono monumenti impeccabili che nessuno visiterà, perché il loro lavoro non è mettere in discussione il committente, ma assecondarlo. Credo che il mio ruolo sia un altro: proteggere l’investimento di un imprenditore.
Il tuo marketing non è un monumento che celebra da dove sei partito. È un ponte che porta le persone dove vogliono arrivare.
Se hai il dubbio che anche il tuo marketing parli più a te che ai tuoi clienti, scrivimi.

Takeaways
- Il marketing monumentale è la tendenza a creare strumenti che celebrano l’imprenditore invece di servire il cliente
- La maledizione della conoscenza impedisce di vedere il proprio business con gli occhi di chi non lo conosce ancora
- Un ponte, non un monumento: il marketing efficace non si ammira, connette l’azienda ai suoi clienti
- Separare l’approvazione emotiva, il gusto personale, da quella strategica, l’efficacia, è necessario per creare strumenti che funzionano
- Proteggere l’investimento del cliente significa, per un fornitore, mettere in discussione le sue idee quando non sono funzionali
Faqs
Cos’è il marketing Monumentale?
È la tentazione di costruire strumenti di marketing, come le pagine web, che celebrano chi li commissiona invece di servire chi li userà. Il risultato sono pagine che riflettono il gusto personale dell’imprenditore ma che rischiano di essere un monologo incomprensibile per il pubblico a cui dovrebbero parlare.
Cos’è la maledizione della conoscenza nel marketing?
È un meccanismo descritto dalla psicologia cognitiva: una volta che sappiamo qualcosa, facciamo fatica a immaginare come sia non saperla. Per questo un imprenditore può non vedere come il proprio stile, che è parte del suo successo, diventi una barriera per chi ancora non lo conosce.
Qual è la differenza tra un marketing monumento e un marketing ponte?
Un monumento è fatto per essere ammirato, un ponte per essere attraversato. Il marketing non deve essere un museo del brand, ma il primo passo di una conversazione con un essere umano: non conta se piace, conta se funziona.
Come si separa il gusto personale dall’efficacia di una pagina web?
Si distingue l’approvazione emotiva da quella strategica, dando all’imprenditore l’ultima parola sulle scelte di stile, come la palette colori, e lasciando che sulla struttura della pagina decida cosa funziona per chi la legge.