Landing page, AI & Midjourney, le cose da sapere!

Lo leggi in solo 11 minuti

Di cosa parliamo qui?

Le AI sono una grandissima novità in ambito di marketing digitale e stanno letteralmente rivoluzionando tanti processi aziendali, riducendo tempi e investimenti a parità di risultato (o quasi). In tanti, però, non conoscono ancora la reale natura dell'impatto che questa tecnologia ha avuto su come si vende sul web. Ecco quello che ho imparato mettendo alla prova le migliori soluzioni sul mercato.

Con l’avvento dell’intelligenza artificiale abbiamo a disposizione tantissimi strumenti per ridurre costi e fatica nel nostro lavoro.

Ecco come usare l’AI nelle tue Landing Page e nella tua Lead Generation.

L’aspetto più interessante per quanto riguarda i recenti sviluppi delle AI è ci sono numerosi modi per utilizzare la potenza dell’intelligenza artificiale come supporto nella creazione di landing page efficaci e, più in generale, come aiuto nel marketing.

Questo articolo sarà un enorme regalo di Natale, mettiti comodo perché c’è davvero tanta roba e con l’evoluzione degli strumenti una volta che si comprende a fondo come sfruttare le potenzialità dell’Intelligenza Artificiale può davvero essere il 25 Dicembre un giorno sì e uno no.

Visione generale.

  • Le AI generative testuali come chatGPT, Claude, Google Bard sono ottime per ottimizzare e migliorare il copywriting dei testi delle landing page e dei contenuti in generale: puoi sintetizzare, espandere, riformulare, rendere più fluido un testo in modo semplice e veloce.
  • Sempre questi strumenti possono perfino aiutarti nel brainstorming creando per te decine di stimoli che poi possono essere rielaborati;
  • Le Ai generative visuali come Midjourney e Dall-E possono invece rivelarsi un ottimo aiuto nello sviluppo di contenuti grafici per le landing page, anche se, come ti spiegherò tra poco, gli strumenti attualmente disponibili hanno ancora dei grandi limiti;
  • Oltre a questi tool più famosi esiste tutto un sottobosco di strumenti, sempre basati su AI, che ci permettono di fare cose prima economicamente inaccessibili o addirittura impensabili, come ad esempio Deepl per le traduzioni.

 

Come usare l’AI per creare testi migliori (brainstorming, ottimizzazione, modifica)

Lo so, è capitato a tutti: alcuni ci hanno pensato per una frazione di secondo e poi sono passati oltre, mentre altre persone sono ancora lì a farsi scrivere interi contenuti (o magari commenti ai post linkedin) dall’AI… ma in realtà è facile immaginare che un utilizzo di questo tipo ha poco senso.

Oggi le intelligenze artificiali non possiedono ancora capacità di generazione di testi pari a quelle di un buon copywriter e hanno grossi problemi al livello di creatività e di potenziale comunicativo, oltre che un problema di fonti: si basano su informazioni trovate in rete ed è facile immaginare che non sempre tutto quello che trovano sia corretto (anche quando sembra più che verosimile).

Per lanciare un messaggio efficace e strutturare testi potenti dal punto di vista del marketing ti servono ancora gli umani e, probabilmente, ti serviranno per tanto tanto tempo. Probabilmente attraverseremo diverse fasi:

  1. Quella in cui scrivono quasi come un umano
  2. Quella in cui scrivono come un umano
  3. Quella in cui scrivono meglio di un umano

C’è però un limite di fondo che bloccherà la loro capacità di essere realmente efficaci: proprio perché si tratta di “armi di scrittura di massa” i governi stanno già iniziando a porre dei limiti alla loro capacità di sfruttare a fondo i principi i neuromarketing e alcune leve di vendita. Chiamiamolo handicap tutelativo.

Se immagini che la tua mente giochi ogni giorno una partita a scacchi con diversi pubblicitari che provano a venderti cose attirando la tua attenzione, nel momento in cui ci sarà il salto di livello 3 qualcuno dovrà tutelarci. Credetemi, da persona che conosce il marketing e le tecniche più avanzate per vendere questa cosa mi rasserena molto.

Questo stesso limite sarà però difficilmente imposto ad umani che potranno continuare a giocare la loro partita a scacchi “alla pari” con il consumatore.

Torniamo alle cose interessanti e meno distopiche?

Bene, se da un lato le AI non sono in grado di scrivere come un umano e soprattutto hanno bisogno della giusta conoscenza da rielaborare, si rivelano invece molto utili quando si tratta di eseguire compiti meno complessi come, ad esempio, la modifica di piccole porzioni di testo in modo da ottimizzarle in base alle nostre esigenze.

Ti faccio un esempio pratico: nella creazione di contenuti di testo per le landing page è fondamentale fare attenzione non soltanto al messaggio che si sta comunicando, ma anche all’impatto visivo di quello che scriviamo. Ogni secondo che il nostro potenziale cliente spende sulla nostra pagina di destinazione è un’opportunità in più per noi di ottenere una conversione.

Chi come me lavora da decine di anni sul campo sa bene che i testi devono avere determinate caratteristiche per ridurre al minimo lo stress visivo dell’utente ed evitare che lasci la pagina dopo pochi secondi a causa di un contenuto eccessivamente pesante per l’occhio.

Ora, immaginiamo di voler ottimizzare la nostra landing page dal punto di vista grafico adattando i nostri testi in modo che abbiano tutti una lunghezza simile. Li abbiamo preparati accuratamente dal punto di vista della comunicazione e non ci rimane che armonizzarli visivamente tra loro.

Ecco, in questo caso possiamo benissimo farlo da noi, aggiungendo, togliendo o modificando determinati termini. Ma a volte questo compito ci toglie del tempo prezioso che potremmo dedicare ad altri aspetti. Ed è qui che le AI generative possono venirci incontro suggerendoci possibili modifiche che noi possiamo applicare per ridurre il nostro carico di lavoro.

Un altro possibile utilizzo di queste intelligenze artificiali riguarda non tanto la semplificazione del testo dal punto di vista visivo, quanto dal punto di vista concettuale.

Una marea di aziende sprecano preziose occasioni di conversione perché non sanno comunicare in modo che il pubblico percepisca davvero la loro offerta. In sostanza, non riescono a utilizzare un linguaggio e un tono di voce che siano in linea con le caratteristiche e le aspettative degli utenti, perché spesso i contenuti delle loro pagine vengono scritte da esperti nel loro campo, ma inesperti in materia di comunicazione.

È un po’ come accade alle volte con i medici: immagina un dottore che, dopo averti visitato, ti spiega che “all’esito dell’analisi clinico-funzionale multidisciplinare che abbiamo recentemente eseguito, si è evinto che Lei è affetto da una sindrome clinica correlata a una disfunzione iperreattiva del sistema immunitario IgE-associato, che si manifesta in una forma di reazione immunologica al livello della mucosa pituitaria. Tale patologia è il risultato di una cascata immunopatologica elicitata da allergeni atmosferici particolati, che determina una reazione di tipo I secondo la classificazione di Gell e Coombs”.

E a sentire tutti questi paroloni, ti viene un colpo e inizi a chiamare l’agenzia funebre, salvo poi scoprire che le parole del medico indicano solo che hai una rinite allergica, una condizione che spesso si cura con un semplice spray nasale. Stai tranquillo, non stai morendo.

Ecco, noi non vogliamo che i nostri potenziali clienti subiscano una cosa del genere, perché è anche e soprattutto nel nostro interesse che capiscano bene cosa stiamo comunicando. In caso contrario, non ci ascolteranno mai e non acquisteranno mai da noi.

E sai chi può aiutare a capire se i contenuti che scriviamo sono sufficientemente comprensibili e adatti a un particolare tipo di pubblico?

Esatto, le AI generative.

Per intenderci, possiamo aprire chatGPT e chiedergli se il testo che abbiamo preparato sia interessante per i nostri utenti. Se ha un livello di comprensione adatto per persone interessate all’argomento ma che non possiedono particolari competenze tecniche. E, se non è così, possiamo chiedere suggerimenti per intervenire in modo da migliorare il contenuto in questione.

E poi c’è l’ottimizzazione.

Immaginiamo di voler creare un testo potente dal punto di vista SEO, in gradi di farci posizionare su determinate parole chiave. Apriamo la nostra chat con il robottino che abbiamo scelto, gli spieghiamo bene cosa vogliamo ottenere e lui in pochi secondi ci può dare degli interessanti suggerimenti per ottimizzare un poco il nostro lavoro.

Naturalmente non sarà mai in grado di offrire consigli validi al pari di quelli di un esperto SEO in carne e ossa, ma una mano ce la dà per compiere il proverbiale 20% del lavoro che può farci raggiungere l’80% del risultato.

Leggi anche: Costo landing page: come calcolarlo e cosa comprende

 

Mancanza di idee? Chiedilo all’intelligenza artificiale

Come ti ho accennato in apertura, i cari chatGPT, Claude, Bard e compagnia cantante ci sono utili anche per fare brainstorming e individuare informazioni preziosissime per il successo della nostra landing page.

Immagina per un attimo di voler creare una pagina di destinazione per la tua attività, uno studio dentistico. Sei specializzato nell’offerta di impianti dentali e vuoi sapere quali potrebbero essere le paure e i dubbi più diffusi tra i tuoi potenziali utenti in modo da anticiparli e aumentare le tue chance di convertire.

Bene, apri la tua chat con la AI e gli chiedi quali, secondo lui, possano essere i più probabili freni che potrebbero bloccare una persona dall’intento di rivolgersi a un dentista per richiedere un impianto dentale. E lui ti risponde!

Ora, è vero che puoi farlo anche da te, con l’aiuto del tuo team, e che non è affatto scontato che l’AI sappia offrire suggerimenti davvero interessanti. Ma noi esseri umani ci mettiamo molto di più. Abbiamo bisogno di parecchio tempo per una buona sessione di brainstorming.

L’AI, invece, lo fa in un secondo e, magari, al termine del suo lavoro riesce a darci degli spunti preziosi evidenziando aspetti a cui non avevamo pensato, individuando possibili target per i nostri prodotti o servizi, insomma dandoci una maggior consapevolezza su come promuovere al meglio la nostra offerta.

 

AI e immagini: tra foto spettacolari e risultati mostruosi

Da qualche tempo si sta parlando parecchio dell’impiego delle AI specializzate nel generare immagini per creare il layout delle landing page o, più in generale, per confezionare delle grafiche per il web.

Ti dico la verità nuda e cruda: ho provato a lungo alcuni di questi strumenti, come il celebre Midjourney, un programma di intelligenza artificiale generativa creato dal laboratorio di ricerca Midjourney Inc. che genera immagini a partire da descrizioni in linguaggio naturale, in modo simile a DALL-E 3 di OpenAI.

E, sì, questi robottini sono in grado di creare dal nulla delle grafiche proprio spettacolari. Ma nella maggior parte dei casi sono davvero poco efficaci.

Ti faccio un esempio pratico e semplice. Ipotizziamo di voler creare una bella immagine per una landing page del nostro sito dedicato alla vendita di moto d’acqua. Lo chiediamo a Midjourney e quello ci fa una roba fighissima, una vera e propria bomba.

Il problema è che noi le moto d’acqua le dobbiamo vendere e per farlo ci serve che l’immagine che inseriremo in landing page sia adatta a raggiungere questo scopo, che contenga determinati dettagli, che abbia una particolare angolazione, che chi guida la moto d’acqua possieda delle caratteristiche ben specifiche ecc.

Insomma, nella maggior parte dei casi le grafiche create con le AI sono semplicemente belle, ma non le possiamo utilizzare per i nostri progetti perché non sono ciò di cui abbiamo realmente bisogno.

In tutto questo ho messo alla prova anche il noto Firefly, una tecnologia generativa AI integrata nel software Adobe Photoshop per la modifica delle immagini che quando è stato rilasciato sembrava essere la soluzione definitiva. E io l’ho utilizzato fin dalla beta.

Beh, ti devo dire che i risultati che ho ottenuto sono molto differenti da quelli che tutti noi ci aspettavamo.

Per l’aggiunta di piccoli dettagli o per l’esecuzione di semplici interventi, come ad esempio, allargare il piano di una foto per ottimizzare l’impatto visivo è ottimo. Ma quando si tratta di modifiche più complesse i risultati possono essere letteralmente mostruosi.

Tanto per farti un esempio, ho messo alla prova Firefly nel momento in cui stavo lavorando a delle foto da inserire in alcune pagine web dedicate a un attività odontoiatrica e ho cercato di spiegare al robottino quello che volevo ottenere: immagini di persone con caratteristiche ben precise (a partire dall’età fino all’abbigliamento specifico) con sorrisi smaglianti.

Il risultato?

Una roba che nemmeno nei film di Rob Zombie. Visi deformi con espressioni irriconoscibili perché, come hanno potuto toccare con mano tutti coloro che hanno provato le AI per la creazione di immagini particolarmente dettagliate e precise, l’intelligenza artificiale è ancora molto lontana dalla meta.

Insomma, per le tue grafiche ti consiglio di utilizzare ancora le librerie di immagini libere da copyright, come Depositphotos e iStock e di trovare da te quello che ti serve.

Almeno, questo è quello che ti suggerisco per il momento.

Tuttavia, la velocità con la quale si stanno muovendo gli sviluppatori di AI generative negli ultimi anni è stata veramente impressionante e, a essere sinceri, c’è da credere che tutte queste imperfezioni con le quali sono alle prese oggi le intelligenze artificiali, in un futuro molto vicino diventino solo dei ricordi.

Secondo me ci siamo quasi.

 

Ecco come faccio a parlare svedese (e un mucchio di altre lingue)

Tra i vari tool sviluppati sfruttando il potenziale dell’intelligenza artificiale, quelli dedicati alla traduzione dei testi sono il top.

Se hai bazzicato un poco sul nostro sito avrai notato che i nostri contenuti non si limitano alla lingua italiana ma sono tradotti anche in inglese, spagnolo, francese, tedesco e perfino svedese!

Farlo utilizzando solo risorse umane avrebbe richiesto un enorme investimento, specialmente per un’azienda che, per quanto iper specializzata ed esperta come la nostra, è meno strutturata rispetto alle grandi multinazionali che possono tranquillamente dedicare grandi budget per competere nei mercati esteri.

Ecco, grazie ai tool attualmente a disposizione di tutti, in particolare a DeepL che offre una soluzione che si integra perfettamente con WordPress, stiamo sfruttando l’AI per tradurre le pagine del nostro sito mantenendo un livello di dettaglio molto alto. L’intelligenza artificiale fa la maggior parte del lavoro e le operazioni di rifinitura sono svolte da revisori umani che controllano il testo e lo perfezionano.

Ma non solo.

Dai uno sguardo alla homepage nelle versioni in lingua straniera e scorri giù fino ad arrivare al video di presentazione di Landing Page Efficace. Mi sentirai parlare in tutte le lingue che abbiamo scelto, anche se alcune di queste non le conosco affatto. A scuola in francese andavo davvero male, per non parlare dello svedese che non ho mai studiato.

Eppure l’AI ci ha permesso di fare anche questo, con la mia voce!

Ora, immagina il potenziale per raggiungere mercati che, prima dell’avvento di questa tecnologia, sarebbero stati off limits: comunicare con un pubblico esponenzialmente più alto e arrivare in Paesi dove il costo della vita è elevato rispetto al nostro e, dove, di conseguenza, possono essere richiesti prezzi maggiori a parità di investimento.

Insomma, le AI ci stanno permettendo di internazionalizzarci ben oltre il semplice panorama italiano, di posizionarci laddove prima potevamo solo sognare e senza investimenti da capogiro.

E lo stesso potresti fare anche tu.

Se ti occupi di qualcosa che può essere tradotto e modulato facilmente in altre lingue puoi raggiungere i mercati esteri, anche senza il budget di una multinazionale.

C’è solo un aspetto da tenere in seria considerazione: per i contenuti di un blog la traduzione automatica funziona davvero molto bene e richiede poco lavoro al di là dell’intervento dell’AI. Ma quando si tratta di una landing page, dove ogni parola viene scelta ragionando non solo in termini concettuali ma anche comunicativi e psicologici, allora l’intelligenza artificiale non è in grado di offrire un livello di qualità sufficiente.

In questi casi è ancora indispensabile l’intervento umano con processi necessariamente più lunghi e dispendiosi.

Leggi anche: Creare landing page senza sito: quando ha senso e quando no

In conclusione

Le AI sono ormai tra noi e non si schioderanno più dalla nostra vita.

Alcuni ti diranno che con loro tutto sarà più facile, altri, invece, stanno già temendo l’avvento di Skynet.

Se devo darti i miei due cent, ti dico che, probabilmente, grazie alle AI saremo sempre più in grado di raggiungere un livello di qualità più alto in tempo ridotto. Non è strano immaginare che arriverà il momento in cui schiacciando un bottone farà tutto lei. E in un certo senso ci siamo già arrivati a questo livello.

Quello che spesso si dimentica è che, però, a dare le indicazioni al robottino di turno è sempre un essere umano, e queste istruzioni (i cosiddetti prompt di cui parlano tutti) sono la chiave di volta per ottenere un buon risultato.

Detto in poche semplici parole: nell’utilizzo delle AI è importante sapere come spiegare a questi software quello di cui abbiamo bisogno. E questo (per fortuna :D) i clienti non lo sanno mai fare.

 

💡Takeaways

  • Le intelligenze artificiali come chatGPT, Claude, Google Bard e altre offrono soluzioni versatili per il marketing e la creazione di landing page, tra cui il miglioramento del copywriting, il brainstorming di idee, la generazione di immagini e la traduzione automatica.
  • Nonostante le AI siano utili per compiti meno complessi come la modifica di testi, attualmente non possono sostituire completamente i copywriter umani a causa di limiti nella creatività e nell’abilità comunicativa. Gli umani rimangono essenziali per la creazione di messaggi efficaci.
  • Le AI possono aiutare nell’ottimizzazione visiva dei testi per le landing page, suggerendo modifiche per armonizzare i contenuti visivamente. Questo può risparmiare tempo e migliorare l’esperienza utente.
  • Le AI possono aiutare a migliorare la comunicazione, garantendo che i contenuti siano comprensibili per il pubblico di destinazione, identificando possibili problemi di comprensione e offrendo suggerimenti per migliorare il contenuto.
  • Le AI di traduzione automatica, come DeepL, consentono di raggiungere mercati internazionali in modo più efficiente, aprendo opportunità di espansione oltre i confini nazionali. Tuttavia, per i contenuti di alta qualità, l’intervento umano rimane indispensabile.

Domande & Risposte


Quali compiti possono svolgere le AI nel web marketing?

Le AI nel web marketing possono svolgere una vasta gamma di compiti, inclusi l’ottimizzazione dei contenuti, il brainstorming, la creazione di grafiche, la traduzione dei contenuti in altre lingue e molto altro.

In che modo possono essere di supporto le AI generative per il copywriting?

Le AI generative come chatGPT e altre possono essere di grande supporto nel copywriting, aiutando a ottimizzare e migliorare i testi delle landing page e dei contenuti in generale. Possono generare idee creative, suggerire nuove frasi e migliorare la coerenza dei testi.

Le AI che generano immagini sono utili per costruire landing page efficaci?

Le AI che generano immagini possono essere utili per la creazione di contenuti grafici per le landing page. Tuttavia, è importante notare che la qualità e la pertinenza delle immagini generate possono variare. È consigliabile valutare attentamente se le immagini generate soddisfano gli obiettivi specifici della landing page.

CONTESTO DI VALIDITÀ

Sono un marketer specializzato in acquisizione clienti online nel mercato italiano. Ho oltre 20.000 ore di esperienza specifica e lavoro solo per PMI, Micro Imprese e liberi professionisti che fatturano oltre 500.000 euro/anno.

Quello che leggi in questo blog è frutto di esperienza diretta e trova la sua piena validità nel contesto in cui opero: parlo di cosa funziona per aziende come la tua, non per multinazionali o startup che si trovano in USA.

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