Stessa landing page, stesso investimento pubblicitario: a cambiare è stata solo la proposta dell’ultimo bottone. Il caso della Business Coaching Academy di Antonio Panìco mostra quanto possa pesare, su una pagina, un call to action efficace rispetto a uno costruito sulle apparenze.
Una landing page con tutti gli elementi giusti, ma senza appuntamenti
La landing page della Business Coaching Academy aveva testimonianze di clienti soddisfatti, grafici che mostravano la loro crescita e prove concrete di come il coaching avesse migliorato le loro aziende.
Nonostante questo, gli appuntamenti non arrivavano. Le persone non prenotavano, o lo facevano con una frequenza molto inferiore alle attese. In una fase precedente erano già state modificate le forme di contatto e l’offerta, senza ottenere i risultati sperati.

Due chiamate all’azione a confronto, stesso design e stessi testi
Design e testi della pagina sono rimasti identici: l’unico elemento modificato è stata la chiamata all’azione finale. Sono state messe a confronto due proposte.
- Una sessione di coaching gratuita di un’ora con un professionista.
- Un test di autovalutazione di 50 domande, divise in 5 aree, per individuare le criticità della propria azienda, da compilare attraverso un chatbot.
La prima opzione regala subito un’ora di consulenza con un esperto. La seconda, prima di restituire un risultato, chiede tempo e impegno per rispondere a numerose domande.
Il risultato: quattro volte gli appuntamenti a parità di investimento
A parità di investimento pubblicitario, una delle due proposte ha generato circa quattro volte il numero di appuntamenti rispetto all’altra. Ne parlo qui: Funnel: trasforma contatti da eventi in lead qualificati.
Le supposizioni su cosa funziona possono essere smentite dai dati. Testare le alternative in modo controllato è l’unico modo per capire cosa vuole il pubblico, perché la proposta che converte di più non è sempre quella che appare più vantaggiosa a prima vista.
Capire quale messaggio o quale offerta funziona per il proprio target è il primo passo di ogni progetto. Senza un’analisi e dei test, si rischia di costruire una comunicazione perfetta solo in apparenza, che però non porta contatti.
Takeaways
- Un call to action efficace può determinare il successo o il fallimento di una landing page con ottimi contenuti
- La proposta più generosa in apparenza non è sempre quella che ottiene più conversioni
- Testare un solo elemento alla volta, come la call to action finale, permette di isolare la variabile che determina il risultato
- I dati ottenuti dai test sono più affidabili delle supposizioni iniziali su cosa potrebbe funzionare
Faqs
Perché una landing page con contenuti di qualità può non convertire?
Il test ha dimostrato che il punto debole era la chiamata all’azione finale. Anche con le migliori testimonianze, se la proposta finale non è in linea con le esigenze del target in quel momento, le conversioni ne risentono.
L’investimento pubblicitario è cambiato durante il test della call to action?
No, l’investimento è rimasto identico per entrambe le versioni della chiamata all’azione, per garantire che i risultati fossero confrontabili.
Quali altri elementi della pagina erano stati modificati prima del test sul call to action?
Prima di intervenire sulla call to action finale, erano già state cambiate le forme di contatto e l’offerta generale, senza però ottenere un miglioramento significativo.