Struttura Landing Page Efficace – qual è la struttura corretta?

Lo leggi in solo 8 minuti

Di cosa parliamo qui?

Creare un tool come Infinity-Copy mi ha obbligato a mettere nero su bianco ogni singolo criterio che determina la struttura e la scrittua di una landing page: mi sono accorto ben presto che un solo modello non è sufficiente ed è necessario creare differenti template che devono poi adattarsi al livello di coinvolgimento e allo stato emotivo del cliente. Qui ti racconto una parte dei miei studi e di cosa ho capito in oltre 15 anni di landing page per il mercato italiano delle pmi.

Cerchi un template di landing page e trovi sempre le stesse cose: bacheche Pinterest piene di grafiche curate, tre bullet point, una call to action. Belle da vedere, spesso sbagliate nei contenuti, quasi sempre pensate per il mercato americano. In questa guida capirai perché non esiste un’unica anatomia di landing page, ma sette modelli diversi, e troverai per ognuno la struttura sezione per sezione, il video in cui lo smonto e il modello da cui partire. Il risultato è che smetti di copiare la stessa struttura ovunque e usi quella giusta per il tuo obiettivo.

L’errore più diffuso è prendere il modello sales, quello che abbiamo diffuso nel mercato con il libro Landing page efficace nel 2016, e applicarlo a tutto. Vendere una consulenza, raccogliere donazioni e far votare un candidato sono cose profondamente diverse, e la stessa struttura non può funzionare per tutte.

In oltre quindici anni di lavoro verticale sulle landing page, più di 500 progetti realizzati e circa 20.000 ore di esperienza specifica, ho razionalizzato tutti i modelli che usiamo in FuturaImmagine e dentro Infinity Copy, sulla base del metodo OVT. Sono sette. Qui trovi l’anatomia di ciascuno.

La struttura informativa dei 7 modelli di landing page

# Modello A cosa serve Elemento decisivo Stato
1 Sales page Vendere un servizio o una consulenza (B2F e B2M) Above the fold che vende l’approfondimento Video disponibile
2 Raccolta donazioni (Onlus) Aumentare le donazioni di un’associazione Vicinanza e barra di progresso Video disponibile
3 Candidato politico Spostare fiducia verso una persona o una visione Slogan come promessa, non come brand Video disponibile
4 Webinar Iscrivere a un evento o una diretta In arrivo In preparazione
5 SaaS Far provare e attivare un software In arrivo In preparazione
6 Front-end / lead magnet Scaricare un PDF o una risorsa in cambio dell’email In arrivo In preparazione
7 Corso e formazione Vendere un percorso formativo In arrivo In preparazione

Ogni modello ha sezioni, ordine e leve diverse. Vediamo i tre già pubblicati.

1. Struttura Sales page: vendere un servizio o una consulenza

La sales page serve a vendere un servizio, una consulenza o un’offerta a un pubblico B2F (final user) o B2M (manager). È il modello più conosciuto, ed è proprio per questo che viene copiato anche dove non andrebbe. Ho fatto un apposito video che trovi linkato sotto, ma qui di seguito ti darò qualche dritta super concreta e operativa.

L’obiettivo di una sales page non è chiudere subito. È vendere l’approfondimento: far sì che chi atterra non rimbalzi indietro ma continui a leggere. La call to action principale, infatti, spesso non è “acquista” ma “approfondisci”, a meno che il problema non sia urgente e sentito, come uno spurgo o un mal di denti alle dieci di sera.

L’anatomia, sezione per sezione:

  • Above the fold. Testo a sinistra, immagine a destra. Una domanda che intercetta il pubblico più un beneficio, l’elemento differenziante e, se utile, tre bullet con i vantaggi. L’immagine deve far capire in un istante cosa stai vendendo, e la coerenza tra annuncio cliccato e pagina di atterraggio è fondamentale.
  • Riprova sociale visiva. Subito sotto, ancora nella prima schermata: testimonianze, media, aziende o numeri forti, costruiti per essere letti a colpo d’occhio.
  • Card vantaggi. I tre benefici principali. Il più desiderato per primo, il secondo più desiderato per ultimo, perché il primo si ricorda più a lungo e l’ultimo nel breve periodo (effetti primacy e recency).
  • Sezione di aggancio. Entrare nella conversazione mentale del lettore e intercettare il suo livello di consapevolezza. È il box che manca in quasi tutte le pagine italiane, e fa la differenza quando vuoi scalare i risultati.
  • Contrasto visivo prima e dopo. La situazione attuale contro quella con la tua soluzione.
  • Metodo e promessa. I passi per ottenere il risultato, poi la promessa riformulata in un’unica frase memorabile. Nel mercato italiano, ad alto contesto, la promessa va sostenuta, non gonfiata: niente overpromise all’americana.
  • Testimonianze che smontano le obiezioni. Non servono a dire che sei bravo, servono a sostenere la promessa appena fatta. Vanno scritte con le parole del pubblico, mai inventate con un’AI.
  • Per chi è e per chi non è. La parte difficile è il “per chi non è”: serve a scartare le persone sbagliate e a prendere posizione. È posizionamento, non riempitivo.
  • Spacchettamento e ancoraggio. Mostrare tutto ciò che è incluso e fissare un prezzo di riferimento credibile, senza trucchetti, perché basta un anello debole a far scricchiolare tutta la pagina.
  • Garanzia e prezzo reale. Lo sconto deve essere credibile, da 3.000 a 2.000 sì, da 15.000 a 500 no, soprattutto nei mercati latini.
  • Contatti. Form più contatti alternativi, telefono e WhatsApp inclusi, perché chi non vuole il modulo deve avere un’altra strada.
  • Risposte ai dubbi. Non “domande frequenti che presuppongono un dubbio”, ma frasi di vendita costruite come risposte. Pesano molto su SEO e GEO.
  • Costo dell’inazione e downsell. Cosa succede se non fai nulla, più una seconda azione a bassa barriera, ad esempio un quiz o il libro.
  • Chi siamo. Solo la porzione di storia che sostiene la promessa, con foto.

Una sales page non ha una sola azione, ne ha due: quella principale e una secondaria a barriera più bassa.

Apri il modello anatomia sales page →

2. Struttura Landing donazioni: un aiuto per le Onlus

Questa è una delle pagine più diverse dalla sales, e una di quelle a cui tengo di più. Serve ad aumentare le donazioni di un’associazione, e funziona seguendo regole quasi opposte a quelle a cui siamo abituati. Ho fatto un apposito video che trovi linkato sotto, ma qui di seguito ti darò qualche dritta super concreta e operativa.

Il principio di partenza è la vicinanza. Le pubblicità shock degli anni 80 hanno lasciato un’eredità sbagliata: pensiamo che colpire serva a raccogliere. Non è così. Tendiamo ad aiutare chi è più simile a noi. Più chi legge sente vicino chi viene aiutato, più la pagina funziona.

L’anatomia:

  • Above the fold. Si parte da un pericolo concreto o da un obiettivo da raggiungere, e si mostra subito quanto è già stato fatto. La cosa più importante non è il pulsante “dona”, è la barra di progresso: il masso è già in movimento, sostenuto da tanti, e il piccolo sforzo di chi legge fa la differenza.
  • Tre motivi concreti. La soluzione che offri ai beneficiari in modo tangibile, il risultato misurabile e la trasparenza totale.
  • Sfatare i luoghi comuni. “Ci pensa già il comune”, “ci sono già abbastanza aiuti”. Vanno smontati con dati concreti e numeri reali.
  • Le tre fasi dell’intervento. Azione immediata, attività continua, prevenzione. Serve a far capire davvero cosa fa l’associazione.
  • Dove vanno i 100 euro. La sezione che vedo quasi mai, ed è decisiva. Su 100 euro raccolti, 72 vanno in interventi diretti, 18 in strutture e mezzi, 10 in amministrazione. Risponde alla domanda che tutti si fanno: quanti soldi arrivano davvero a chi ha bisogno?
  • Perché noi. Tre leve: vicinanza, efficienza e deducibilità.
  • Testimonianze in due livelli. Prima le persone autorevoli, poi i volontari e le persone comuni in cui il target si riconosce.
  • Opzioni di donazione. Una tantum e mensile insieme. Non forzare il bonifico ricorrente: una donazione singola è comunque un primo passo, e la value ladder fa il resto nel tempo.
  • Cosa realizziamo con il tuo aiuto. Azione base, azione prioritaria (quella consigliata) e azione per chi vuole fare di più, mostrando sempre quanto manca all’obiettivo.
  • Urgenza reale. Mai countdown finti che poi si azzerano. Una pagina etica è trasparente al 100% o non lo è, e senza fiducia le donazioni vanno a zero.
  • Voci di chi dona. Spesso chi dona non vuole comparire: basta il nome o l’iniziale. Mai forzare.
  • Form semplice. Frequenza, una tantum o mensile, email.
  • Risposte ai dubbi e costo dell’inazione. Cosa succede se non raggiungiamo l’obiettivo, e come restare in contatto anche senza donare subito.
  • Storia, valori e visione. Da cosa è nata l’associazione e quali sono i programmi futuri.

Tutto è orientato ai beneficiari, mai all’associazione.

Apri il modello anatomia raccolta donazioni →

3. Struttura Landing per candidato politico: come spostare la fiducia

Questa pagina non vende un prodotto, sposta fiducia. L’obiettivo è far avvicinare chi legge al candidato e spostare un po’ della fiducia che la persona ancora ha nella politica verso chi stiamo promuovendo. Il modello che vedi nel video è costruito sulla pagina di Mamdani, sindaco di New York, ricostruita rispondendo alle 20 domande di Infinity Copy. Ho fatto un apposito video che trovi linkato sotto, ma qui di seguito ti darò qualche dritta super concreta e operativa.

La regola chiave: lo slogan come promessa, non come brand. Il candidato compare solo in fondo alla pagina, perché la pagina non parla di lui, parla di chi legge.

L’anatomia:

  • Above the fold. Tipo di elezione, carica, chi siamo, slogan. Nella subheadline il beneficio diretto per il lettore, con tono attivista. Lo slogan apre la pagina e diventa una promessa: chi si sveglia all’alba per far girare questa città merita un autobus che funzioni.
  • Lead magnet. Come vuoi contribuire: diventa volontario, ricevi gli aggiornamenti. Nome, email, CAP.
  • Riprova sociale. Volontari, porte a cui si è bussato, fondi raccolti da cittadini comuni. Diversa da quella di un ristorante con le recensioni, perché ogni pagina è diversa.
  • Entrare nella conversazione. Prendere le persone dove sono, indicare un nemico chiaro e il messaggio “non è colpa tua, il sistema è rotto”. Schierarsi è obbligatorio.
  • La missione. Riguarda chi legge, non il candidato.
  • Tre mosse concrete. Tradurre la visione in azioni. Sceglierne tre e avere il coraggio di lasciarne fuori una quarta, anche se importante.
  • Numeri e risultati già ottenuti. Non quello che il candidato ha fatto per essere bravo, ma quello che ha ottenuto per chi legge. Vittorie, non promesse.
  • Endorsement istituzionali. Massimo quattro, gli altri eventualmente in una pagina dedicata.
  • Social proof di secondo livello. Persone comuni, il più possibile aderenti al target. Voci vere, mai testimonianze inventate, perché basta un anello rotto nella catena della credibilità per far cadere tutto.
  • Bio, non curriculum. La storia che giustifica la visione. La vendita si fa attraverso la coerenza.
  • Logo e slogan ripetuti, form ripetuto, obiezioni smontate con le paure messe per prime, e la sezione chi vince se resti a casa, con il nemico e le conseguenze.
  • Condivisione come atto pubblico e footer legale con il mandatario della campagna, in regola con le normative del paese.

Una pagina così non si misura solo in lead. Si misura in quante persone si identificano nel messaggio: se il candidato ti convince, quando vai a votare lo voti, anche senza aver compilato il form.

Apri il modello anatomia candidato politico →

Struttura Landing Page per Webinar, SaaS, front-end e corso: i modelli in arrivo

Gli altri quattro modelli sono in preparazione e li pubblicheremo qui, uno alla volta, con lo stesso schema: video, anatomia e modello scaricabile.

  • Webinar. Iscrivere a un evento o a una diretta, lavorando su data, scarsità reale e promessa di ciò che si imparerà.
  • SaaS. Far provare e attivare un software, spostando il peso dalla vendita all’attivazione e alla prima esperienza d’uso.
  • Front-end e lead magnet. Far scaricare un PDF o una risorsa in cambio dell’email, con una barriera d’entrata bassissima.
  • Corso e formazione. Vendere un percorso formativo, con leve diverse da quelle della consulenza.

Tieni d’occhio questa pagina e il canale: ogni nuovo modello verrà aggiunto qui e tenuto aggiornato nel tempo.

Domande frequenti

Quante strutture di landing page esistono?

I modelli principali sono sette: sales page, raccolta donazioni per Onlus, candidato politico, webinar, SaaS, front-end o lead magnet, e corso o formazione. Ognuno ha una struttura, un ordine delle sezioni e leve di conversione diversi.

Posso usare lo stesso modello di landing page per tutti i progetti?

No, ed è l’errore più comune. Prendere la struttura della sales page e applicarla a una raccolta donazioni o a una campagna politica porta a pagine che convertono poco. Ogni obiettivo richiede il suo modello.

Qual è la differenza tra una sales page e una pagina per donazioni?

La sales page vende l’approfondimento di un’offerta e lavora su promessa, metodo e obiezioni. La pagina per donazioni lavora su vicinanza, trasparenza e su una barra di progresso che mostra un obiettivo già a buon punto.

Cos’è l’above the fold di una landing page?

È la prima schermata, quella che il visitatore vede senza scorrere. Determina se rimbalza indietro o approfondisce, ed è la parte più importante di ogni landing page.

Come si misura l’efficacia di una landing page per un candidato politico?

Non solo in lead raccolti, ma in quante persone si identificano nel messaggio. Se chi legge si riconosce nella visione, il voto può arrivare anche senza compilazione del form.

Dove trovo tutte le strutture aggiornate?

Tutti i modelli della serie anatomia di una landing page sono raccolti su landing-page-efficace.it, vengono aggiornati nel tempo e sono integrati in Infinity Copy per generare il copy in autonomia. Prova il tool andando su Infinity-Copy.com

Da dove partire

Questi modelli li usiamo in due modi. Come agenzia, dopo un’intervista di persona, sviluppiamo il copy con Infinity Copy, lo rivediamo a mano e lo ottimizziamo con il cliente. Oppure puoi usarli direttamente in Infinity Copy: rispondi alle domande del questionario e il sistema fa la ricerca di mercato e scrive il copy più adatto alla tua pagina.

Se vuoi capire come creare l’intera struttura, parti dalla guida completa al metodo OVT… e se questi contenuti ti sono utili, condividili: alzare il livello del mercato conviene a tutti.

 

Nota sul copyright

Tutti i contenuti del sito Landing-Page-Efficace.it e dell’omonimo libro sono protetti dal diritto d’autore. La riproduzione, anche parziale, non è consentita senza consenso scritto di Luca Orlandini.

Utilizziamo Copyscape e altri strumenti automatici per il monitoraggio continuo dei contenuti: i continui casi di plagio vengono segnalati e perseguiti nelle sedi opportune.

“Landing Page Efficace” è un marchio registrato: solo l’autore del libro e titolare dei diritti può utilizzarlo per descrivere il metodo Oggi-Vinci-Tu; ogni altro utilizzo non autorizzato costituisce violazione del marchio.

Per richieste di utilizzo o citazione: [email protected]

CONTESTO DI VALIDITÀ

Sono un marketer specializzato in acquisizione clienti online nel mercato italiano. Ho oltre 20.000 ore di esperienza specifica e lavoro solo per PMI, Micro Imprese e liberi professionisti che fatturano oltre 500.000 euro/anno.

Quello che leggi in questo blog è frutto di esperienza diretta e trova la sua piena validità nel contesto in cui opero: parlo di cosa funziona per aziende come la tua, non per multinazionali o startup che si trovano in USA.

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